Mi rendo conto che c'è qualche fiore nel mio giardino, che nonostante le nuvole e la pioggia è primavera. Che sto affacciata alla finestra ma non butto giù la treccia. Che mi sto divertendo in fin dei conti, che sto facendo un sacco di cose e ne voglio di più che mi informerò per un 20 giorni in terra lontanissima per lavorare tramite un'associazione non governativa che voglio continuare nel sociale o per le donne o per i bambini. Sento profondamente che questa è cosa mia. Che a settembre sarà comunque una rivoluzione. Che le mie bimbe, tutte, sono una delle risorse e delle "cose" care E più preziose che ci possano essere e che io fortunatamente HO. Che quello lì non è malaccio che i fiori sono di mille colori, e ne stanno spuntando. Che quando devo pregare sul blog Dio o chi per lui funziona se in spagnolo, che ieri è stata una serata come non mai. Come non era mai successo prima. Per qualcosa di semplicissimo ma non "è stato" niente di scontato. Che ho fatto l'alba e sono andata a dormire alle 6.30 e oggi voglio andare dalla Puff che è in mostra, che mi voglio far fare un ritratto da lei, che devo lavorare che ho roba di lavoro arretrata messa lì ammucchiata che mi genera sensi di colpa e devo togliermi sta catasta dall'anima. Che ho compiti per casa da svolgere che ho voglia di vivere, che voglio il sole perchè cazzo è primavera ormai che le temperature si sono alzate. Che adoro la mia Yaris e grazie Mantina che se non c'eri te non mi sarei mai convinta dell'idea, che lovvo le mie bimbe. Che lovvo me. E un po' tutto il mondo e che mi sento cosmica.